2011.07.24 - Quelli come Breivik
Uno va a dormire la sera convinto che in Norvegia i fondamentalisti islamici abbiano compiuto due attentati. Poi al mattino si risveglia e scopre che i due attentati (che hanno provocato oltre novanta morti) li ha compiuti un norvegese neonazista e “fondamentalista cattolico”.
Si pensa che i pericoli vengano da fuori, che il nemico sia sempre l’altro. È un modo per non guardarsi dentro, per non scorgere i propri difetti e i propri limiti culturali. Sarebbe stupido affermare che il mondo musulmano sia tutto rose e fiori, ma è altrettanto stolido sostenere che chi crede in Allah sia per forza un nostro nemico.
Allo stesso modo, non tutti i cattolici sono intolleranti. Io sono ateo, ma quando mi guardo attorno vedo uomini di chiesa stimabilissimi: don Ciotti, don Gallo, la Caritas, monsignor Bregantini e tanti altri meno popolari ma non per questo meno limpidi nei pensieri e nelle azioni. Lo stesso vale per cattolici non ecclesiastici di eccezionale umanità. Questo per dire che non ho pregiudizi.
Tuttavia, per molti cattolici la religione non costituisce un elemento di apertura al mondo, ma rappresenta un fattore di fanatismo e di squallida ignoranza. I crociati, quelli che si sentono apostoli di Dio, sono esseri ridicoli e pericolosi, allo stesso modo di chi ci reputa infedeli e auspica la Shari’a.
Anche questo mentecatto di nome Anders Behring Breivik è un essere ridicolo e pericoloso. Come lui, lo sono tutti quelli che non sanno guardarsi dentro e non riescono a rendersi conto di essere peggiori di quelli che stanno oltre le nostre frontiere.
C’è in giro un malinteso concetto di democrazia. Il politicamente corretto, quello che si basa su citazioni pseudo-volterriane copiate da Wikipedia, vorrebbe che tutti, proprio tutti, abbiano il diritto di esprimere le proprie opinioni, riunirsi in associazioni, pubblicare giornali, aprire siti internet, manifestare in piazza e così via. Ciò è folle: con questi criteri, si potrebbe (o dovrebbe) invitare Donato Bilancia alla festa di laurea della propria figlia, Luigi Chiatti potrebbe fare il maestro di scuola elementare, Albert Kesserling avrebbe potuto fare il rabbino e così via.
I neonazisti e i neofascisti sono la feccia della storia. I difensori della libertà di opinione un tanto al chilo dicono che è giusto che anche la feccia parli, non rendendosi conto (per ignoranza pelosa e conclamata) che per fare un buon vino la feccia va invece eliminata.
La democrazia non è un’organizzazione istituzionale data per sempre. Non c’è nulla che sia dato per sempre. Essa va difesa, tutelata e fatta crescere giorno dopo giorno.
Proprio per questo gruppi e gruppuscoli di estrema destra vanno sciolti ovunque si trovino, e con essi vanno recisi i legami con alcune schegge militari che li appoggiano. Breivik e quelli come lui sono dei fanatici esaltati animati da un credo vergognoso. I loro nemici sono la fratellanza universale, il progressismo politico e la serena convivenza. Per portare avanti le loro idee, essi sono disposti a tutto. Metterli in condizioni di non nuocere è un dovere primario di ognuno di noi.