2011.09.25 - Mariastella Gelmini e il tunnel


In Italia, è noto, c’è un gravissimo problema occupazionale. Chi non ha potuto o voluto studiare non è sufficientemente qualificato per ottenere un lavoro. Chi invece ha preso il fatidico “pezzo di carta” – e qualche volta persino più di uno – non trova un’occupazione perché, al contrario, è troppo qualificato. C’è un solo lavoro disponibile per tutti, giovani, vecchi, uomini, donne, etero, lgbt, grassi, e magri: quello del comico.

Per fare il comico, in Italia, c’è materiale in abbondanza. È un po’ come cercare sabbia nel deserto, acqua nell’oceano o ghiaccio al Polo Sud. Rubare le caramelle a un bambino, in confronto, è più difficile che far scorrere un fiume dalla foce alla sorgente. Alla vastità di risorse disponibili si è appena aggiunta una perla di rara consistenza.
A regalairla è stata la ministra per l’università e la ricerca scientifica, Mariastella Gelmini, donna peraltro adusa a fornire materiale consono al frizzo e al lazzo della nazione tutta.
L’antefatto è noto: i ricercatori del Cern di Ginevra e quelli dell’Infn del Gran Sasso hanno realizzato un esperimento scientifico che, qualora confermato, ci consentirebbe di dire che la materia possa, in determinate condizioni, viaggiare a una velocità più elevata di quella della luce.
La cosa, va da sé, è grossa assai. Con amor di patria e sprezzo del pericolo, la ministra Gelmini si è dunque sentita in dovere di ringraziare i ricercatori italiani che tanto merito hanno avuto in questo sensazionale – e difficile – lavoro.
A tal proposito, venerdì è stato emesso il seguente comunicato, presente in http://www.istruzione.it/web/ministero/cs230911


Ufficio Stampa
Roma, 23 settembre 2011

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini
"La scoperta del Cern di Ginevra e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza."


Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l'Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l'anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante".



La ministra, esattamente come chi scrive, non deve avere una grossa dimestichezza con la fisica, perché i neutrini che hanno “percorso” i 730 km che dividono i laboratori dell’Infn da quelli del Cern non sono automobili, camion o treni, per cui non hanno bisogno di un tunnel per coprire la distanza sopraindicata (1).
Del resto, ma forse anche questo è un concetto astruso per la ministra, realizzare una galleria che unisca l’Abruzzo alla Svizzera è un’opera che difficilmente passa inosservata.
Voglio dire, si costruiscono 730 km di tunnel e vuoi che Berlusconi non vada a inaugurare il super-manufatto in elicottero portandosi dietro sette-otto meretrici più o meno qualificate, Valter Lavitola e Mariano Apicella?
E ancora: si costruiscono 730 km di tunnel e vuoi che qualche ex craxiano oggi nell’area governativa non senta la nostalgia dei bei tempi andati e non chieda il 5% di tangente?
Infine: ministra Gelmini, scusi tanto, ma se si getta una lingua d’asfalto lunga 730 km, almeno uno straccio di autogrill con insegna luminosa, piccolo e brutto che sia, lo dovranno pur costruire, no?
Se lei di tutto questo non se n’è accorta, un motivo ci sarà, non le pare?
Certo, lo sanno tutti che lei non legge i giornali, ma nessuno è così ingeneroso da non riconoscerle che lei mette estremo e ammirabilissimo impegno nel guardare le figure, specie se a colori, per cui la cosa non poteva sfuggirle, non trova?

Diciamocelo francamente. Mettere Mariastella Gelmini al dicastero dell’università e della ricerca scientifica è stato come nominare Erode alla presidenza di Telefono azzurro, o come nominare Giuliano Ferrara alla presidenza dell’associazione per la lotta al diabete oppure addirittura come conferire al presidente del Ku Klux Klan il ruolo di promotore dell’integrazione socio-linguistica dei migranti africani.

La ministra Gelmini è famosa per due motivi:
1. aver ottenuto 0 (leggasi: zero) punti in sede di discussione della sua tesi di laurea;
2. aver superato l’esame da avvocatessa in Calabria pur essendo nativa di Leno, che si trova in provincia di Brescia, a meno che anche lì non ci sia un tunnel a unire i due luoghi. Tuttavia su questo la simpatica signora non ci ha mai fornito indicazioni, e la cosa ci duole parecchio, lo ammettiamo.

In un'altra nazione, Mariastella Gelmini svolgerebbe un incarico di minore responsabilità, per essere eufemistici. In Italia invece guida un ministero (e i maligni dicono che i risultati si vedono) perché da noi non solo i cammelli passano per le crune degli aghi, ma i ricchi entrano pure nel regno di dio. Questo poiché si chiamano Berlusconi e nonostante siano stati piduisti, abbiano quattro o cinque processi pendenti, abbiano portato una nazione sul lastrico, frequentino uomini di dubbia onesta e donne di dubbia moralità.
Se ciò è possibile, è anche possibile che ci sia un tunnel Abruzzo-Svizzera, credetemi.
Che i comici tornino al loro destino di disoccupati, il lazzo è finito.