2011.12.01 - Non c'era nulla da studiare
Also sprach Mario Monti ieri a Bruxelles: “[Sulle pensioni] penso di agire rapidamente. Avremo, nei tempi molto ristretti che il calendario ci consente, anche delle consultazioni, ma io farò appello come ho già cominciato a fare in Parlamento, al fatto che siamo in una situazione straordinariamente delicata, al fatto che certe ritualità che sarebbero gradite a tutti, forse non sarebbero a vantaggio del Paese e dei cittadini: faccio appello a un senso collettivo di urgenza e di responsabilità” (1).
Le ritualità cui fa riferimento Monti con vomitevole nonchalance altro non sono che l’elemento costitutivo della democrazia. Non eletto da nessuno, impostoci da Ue, Bce e Goldman Sachs (cioè da quelli che la crisi l’hanno creata), applaudito dalla finta sinistra di Eugenio Scalfari (un uomo politicamente così intelligente che il 2 giugno 1946 votò per la monarchia), Monti tutto guarda e tutto disprezza.
Per lui è una ritualità inutile, se non dannosa, incontrare i sindacati e le forze politiche per discutere del fatto che dovremo andare in pensione con 42-43 anni di contributi regolarmente versati (quindi mai, dato che con la precarietà attuale voluta da Monti e compagnia per mettere insieme 42-43 anni di contributi ce ne vogliono una sessantina di lavoro effettivo) (2).
Per lui sarà una ritualità inutile, se non dannosa, discutere con le parti sociali dell’aumento dell’Iva al 23%, della reintroduzione dell’Ici e di tutte le misure impietose che ci spettano per ridurre quel debito pubblico monstre che ci ritroviamo non per colpa nostra, bensì per la disonestà e la cialtronaggine di chi ci ha governato dagli anni Ottanta in poi.
Li siamo andati a prendere alla Bocconi questi geni che – dopo averla creata – vogliono uscire dalla crisi colpendo i poveri cristi e risparmiando i ricchi (vedi i continui riferimenti alla “patrimoniale leggera”, non sia mai che venga turbata la tranquillità dei ricconi).
Li siamo andati a prendere alla Bocconi questi supertecnici ora dediti a impostare una politica così innovativa fatta di idee inedite e foriere di livellamento sociale.
Complimenti!
Leggevo ieri che anche Sara Tommasi si è laureata alla Bocconi, uscendone addirittura con una votazione di 105 su 110 (3).
Si vede che studiava, direte voi.
Si vede che non c’era nulla da studiare, rispondo io.
NOTE:
(1): Cfr. http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/5966/
(2): A tal proposito vi invito a leggere questo articolo http://www.linkiesta.it/65-anni-l-operaio-avra-una-pensione-di-880-euro-lordi
(3): Cfr. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/10_Ottobre/02/calendario.shtml