2011.11.28 - Il pane e il companatico
60 Euro al mese. È questo il valore di un operaio dismesso in base agli accordi raggiunti tra i sindacati e la Fiat, auspice il nuovo ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera (1).
Non parliamo di un vitalizio, ma di una corresponsione che durerà al massimo per quattro anni. Poi arriverà la pensione. Sergio Marchionne, questo gagliardo e impavido assertore delle idee padronali ottocentesche, voleva cavarsela spendendo quindici milioni di Euro. Detta più chiaramente, egli riteneva giusto liquidare i 640 lavoratori cacciati a pedate dando loro la cifra che lui guadagna in un paio di anni. Ora, grazie al nuovo governo Monti, li liquiderà con una somma in denaro pari a tre anni del suo stipendio (ma comunque senza il benefit dell’elicottero). Questo sì che è progresso.
Per essere intellettualmente corretti, il ministro Passera va ringraziato. Egli, con il suo intervento non ha certo stabilito un principio di uguaglianza sociale, ma almeno ha avuto la dignità di battere un colpo. Ci fossero stati ancora Paolo Romani e Maurizio Sacconi, per i lavoratori di Termini Imerese sarebbero stati solo sberleffi.
Per lo stabilimento di Termini Imerese la Fiat non ha tirato fuori una lira. Glielo ha costruito lo Stato, questo insieme nobile e complesso di enti e istituzioni che ancora non riesce tutelare i deboli nella stessa misura dei forti. Marchionne ha così versato la sua oblazione, un sacchetto di briciole con cui pretende di sfamare il popolo. Ha fatto quel che poteva: il pane e il companatico se li era mangiati tutti lui.
NOTE:
(1): Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-11-27/accordo-termini-imerese-140900.shtml?uuid=AacXc7OE