2011.09.30 - Massimo Zennaro
Se non lo avete ancora fatto, segnatevi questo nome: Massimo Zennaro. Nato in Veneto nel 1973, fino a ieri Zennaro era il portavoce della ministra Mariastella Gelmini (1). Un compito – dobbiamo riconoscerlo – improbo, in quanto nella specie umana la voce è l’espressione del pensiero. Ora – e proprio per questo guardiamo con non poca comprensione all’uomo – trovare un pensiero che sia uno nel cervello della ministra è compito ingrato. Cosa abbia “portato” Zennaro fino a ieri rimane perciò un mistero.
Per il dispiacere dell’Italia tutta, Zennaro si è dimesso dal suo incarico di portavoce gelminiano (2), non giustificando le ragioni che stanno alla base di questa decisione. Pare tuttavia non casuale che le dimissioni siano avvenute a pochi giorni dalla memorabile gaffe del tunnel Ginevra-Gran Sasso che ha suscitato ilarità e biasimo anche tra i piranhas del Paraguay.
Del resto, a chiunque risulta un pochino indigesto il fatto che non solo la ministra, ma nemmeno Zennaro e tutto l’ufficio stampa del dicastero si siano accorti della castroneria firmata dalla ministra.
Zennaro sarà anche incolto e distratto, tuttavia fesso non è. Se egli si è dimesso dal ruolo di portavoce di Gelmini, non ha certo abbandonato il ruolo di responsabile per la direzione dello studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione del Ministero dell’istruzione (3), non fosse altro perché l’incarico gli vale lo stipendio lordo annuo di 156.000 Euro.
A questo punto, il cittadino medio, pur temendo di scadere nel qualunquismo, non può non domandarsi una cosa: chi ha messo un uomo come Zennaro in un posto simile? Come è possibile che un individuo del genere (non specifichiamo di quale genere per eccesso di buona educazione) possa guadagnare così tanto pur sapendo così poco? Perché in giro ci sono migliaia di laureati con fior di competenze costretti alla disoccupazione mentre Zennaro – che come la ministra credeva ci fosse un tunnel di 730 km in cui viaggiavano i neutrini – guadagna quanto sei o sette operai-impiegati?
“Pagherete caro, pagherete tutto” si cantava nei cortei degli anni Settanta, e quello che più amareggia è il fatto che in una nazione – la nostra – che corre il rischio di finire in default e che è attraversata da disparità sociali sempre più marcate e odiose, di cortei e assalti ai palazzi non ce ne siano. Quando il popolo assume atteggiamenti, per così dire, responsabili, vuol dire che ha rinunciato a combattere la sua battaglia e ha automaticamente perso.
Così può accadere che Zennaro non solo non lasci, ma addirittura raddoppi. Secondo il “Corriere della Sera”, infatti, egli si appresta a diventare consulente di Barbara Berlusconi, giovane e sentimentalmente irrequieta figlia di Silvio. Secondo Angela Frenda e Lorenzo Salvia, il “desiderio [di Barbara Berlusconi] resta sempre lo stesso: costruirsi un profilo culturale forte. Ed è qui che entra in campo Zennaro: BB lo avrebbe contattato proprio per avere una sua consulenza, e lui si starebbe già muovendo per programmare e organizzare uscite mediatiche che la lancerebbero in questo campo” (4).
Insomma, la figlia di Berlusconi si affida a Zennaro per migliorare la sua immagine culturale e lanciarsi verso nuovi orizzonti (quali, di grazia?). Capite ora perché in questo paese pare davvero che nulla possa mai cambiare?
NOTE:
(1): Da www.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/c8f23ced-ac52-4d0d-b86b-37dce7e31389/cv_zennaro.pdf
(2): Cfr. http://www.corriere.it/politica/11_settembre_29/zennaro-dimissioni-gelmini-tunnel_9806ff82-ea8f-11e0-ae06-4da866778017.shtml
(3): Cfr. http://www.istruzione.it/web/ministero/organizzazione/dg_studente
(4): Cfr. http://www.corriere.it/politica/11_settembre_30/Super-incarico-dopo-la-gaffe-sul-tunnel_d331b514-eb22-11e0-bc18-715180cde0f0.shtml