2011.10.14 - Up patriots to arms


Non c’era molto da attendersi dal voto di fiducia al governo. Che Silvio Berlusconi avrebbe ottenuto il mandato di continuare a tirare a campare era ovvio. I voti a favore dell’esecutivo sono stati 316, quelli contrari 301 (1). Pur se risicata, la maggioranza sotto il profilo numerico c’è. Sostanzialmente, però, rimane in carica un esecutivo di zombie, tenuto insieme con il mastice.
L’arena della politica italiana pare un contenitore stagno del tutto impermeabile ai problemi del mondo. Ci dibattiamo in una crisi strutturale del capitalismo di cui non si vede la fine (e il motivo è semplice anche se scomodo ad ammettersi: non ne abbiamo ancora visto nemmeno tutto l’inizio). Da noi però si discute una legge volta a proibire la pubblicazione delle intercettazioni giudiziarie sui giornali.

Invece di affrontare la questione disoccupazione, in Italia si piangono le “calde lagrime” foscoliane per la sorte di Alfonso Papa, parlamentare berlusconiano detenuto a Poggioreale.

Malgrado sia impellente porre misure serie per arginare lo sfascio dei conti pubblici (a breve vareremo la quarta finanziaria in undici mesi, ed è già chiaro che non basterà nemmeno quella), il capo del governo si trastulla frequentando Valter Lavitola, Gianpiero Tarantini e il loro sottobosco di laide prostitute e patetici gaglioffi.

Nel Regno Unito, il ministro della Difesa, Liam Fox, nomina il suo amante segreto consigliere dicasteriale. L’amante non ha alcun titolo di studio o altro elemento curriculare che giustifichi tale prestigioso incarico, ma segue il politico ovunque nel mondo, a spese delle multinazionali dei cui interessi i conservatori si fanno portabandiera (ah, le destre…). Un blogger italiano – Filippo Sensi – solleva lo scandalo (2) e in una settimana Fox è costretto alle dimissioni (3). Esistesse questo metro in Italia, il Pdl si estinguerebbe per mancanza di tesserati a piede libero.

Il nostro paese, invece, è sui generis, per cui può accadere che non si vota la sfiducia a Berlusconi in quanto un’eventuale convocazione rapida delle elezioni priverebbe una certa quota di parlamentari del diritto al vitalizio pensionistico. Volendo essere puntigliosi, suona un po’ curioso che un numero non irrilevante di deputati e senatori si batta strenuamente per difendere un qualcosa che, con altrettanta pervicacia, si è di fatto negato agli italiani che oggi hanno dai 20 ai 40-45 anni. Pare di essere tornati nella Francia di Ancien regime, quando la nobiltà difendeva con spaventosa tenacia il proprio diritto a non pagare le tasse.

Oggi le opposizioni – flebili e timide – hanno tentato di assestare una zampata graffiante. Se non erro, è stato Dario Franceschini a proporre di non entrare in Aula per far mancare il numero legale al momento della votazione della fiducia. Tuttavia, il numero legale è stato raggiunto, e a ciò – pur non rivelandosi determinanti – hanno contribuito i cinque esponenti del Partito radicale (uno è in missione), i quali non hanno tenuto minimamente conto delle decisioni dei loro compagni e sono entrati, facendo il gioco di quella maggioranza che dicono di contrastare.

I devoti di Marco Pannella ieri hanno seguito il discorso parlamentare di Berlusconi per “rispetto delle istituzioni” (così hanno detto, almeno). I radicali che affermano di rispettare le istituzioni sono come un ipotetico Rocco Siffredi che sostenesse di non fare sesso per mantenere l’illibatezza. Esibizionisti, sterili, desiderosi unicamente di assicurare la loro sopravvivenza, privi di ogni buonsenso politico, vittime del carisma sconclusionato del loro leader storico (un santone patetico e nulla più), quelli della pattuglia radicale non obbediscono a nulla e a nessuno. Più che teorici della disobbedienza, sono pratici della richiesta di denaro: dategli dei soldi per mantenere la loro radio e voteranno anche le leggi razziali del 1938.

Quando oggi, ironicamente, Maurizio Lupi ha sottolineato la vittoria parlamentare di Berlusconi rivolgendosi a Rosy Bindi con la frase “i voti sono voti”, la presidentessa del Pd ha risposto secca, riferendosi ai pannelliani: “No, gli stronzi sono stronzi” (4). Devo ammettere due cose: ho sempre ritenuto Bindi una persona di grande valore e rettitudine; da oggi la mia stima nei suoi confronti è aumentata.

In conclusione: quando e come ci libereremo dalle sabbie mobili in cui stiamo sprofondando? Se non faremo ricorso alle maniere forti, mai, temo.





NOTE:
(1): Cfr. http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_14/fiducia-voto-camera_cdc2efdc-f63d-11e0-abf0-c6818ffd4921.shtml
(2): Cfr. http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/424899/
(3): Cfr. http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/424892/
(4): Cfr. http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_14/radicali-pd-tensioni-voto-fiducia-berlusconi_2cd999c0-f662-11e0-abf0-c6818ffd4921.shtml