2011.09.12 - Una luce


I parenti delle vittime della strage di Ustica hanno diritto a un risarcimento da parte dei ministeri della difesa e dei trasporti. Lo ha stabilito oggi il Tribunale civile di Palermo (1).

Per i pochi distratti mi permetto di rammentare che la strage si verificò il 27 giugno 1980 e che da allora il popolo italiano attende giustizia. Trentuno anni abbondanti di menzogne, occultamenti ed omertà spudorate che i giudici hanno deciso di sanzionare.

Secondo il Tribunale, i ministeri non hanno garantito la sicurezza dei cieli e successivamente non hanno fatto quanto dovevano per consentire la ricostruzione degli eventi e l’accertamento della verità.

Ad avviso di molti, quella notte nei cieli italiani si verificò una battaglia e il Dc9 Itavia venne centrato per errore da un missile sparato da un caccia francese o statunitense verso un aereo militare libico. Altri confutano questa tesi affermando che a bordo del Dc9 esplose una bomba messa non si sa da chi.

I parenti delle vittime non chiedono solo un risarcimento morale, poiché questo, pur nella sua non trascurabile entità (oltre cento milioni di Euro), non restituisce la vita di nessuno. Essi chiedono la verità e, conseguentemente, che i responsabili di quella strage e chi – dopo di loro – li ha favoriti depistando e negando, vengano condannati.

Per quel che può valere la mia opinione, la sentenza pronunciata oggi è condivisibilissima e spero possa riaprire un processo penale che consenta l’accertamento della verità. Se si accendesse, finalmente, una luce sulla lunga notte dei misteri italiani, questo paese farebbe un passo avanti in direzione di una maturità democratica non ancora pienamente conseguita.





NOTE:
(1): Cfr. http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_12/ustica-condanna_81346b12-dd5d-11e0-a93b-4b623cb85681.shtml