2011.04.30 - Pochi ma buoni
La Presidenza del Consiglio ha sentito il dovere di comunicare sul suo sito ufficiale quanto segue:
In merito a quanto riportano erroneamente alcune agenzie di stampa, il Presidente Silvio Berlusconi si è ben guardato dall’esprimere un pronostico sullo scudetto al Milan anche per evidenti ragioni scaramantiche (1).
A me spesso piacerebbe vivere in una nazione seria e vedere come reagirebbero gli abitanti di questa stessa nazione di fronte a un fatto del genere. Detta più chiaramente, sogno di vedere Angela Merkel o Luis Zapatero che mettono sul sito ufficiale dell’esecutivo del loro paese una pagliacciata simile. Gradirei vedere quale reazione sdegnata avrebbero i cittadini di quegli stati di fronte alla riduzione delle istituzioni a scendiletto della camera dell’ospite indesiderato e a pattumiera delle minchionate più immani.
Già, perché il male non è solo Berlusconi, ma è anche rappresentato dagli italiani che lo votano e che non si oppongono a questo costante svilimento delle istituzioni e del vivere civile. L’indignazione non è di questo paese – almeno non in questa fase storica – e pare anche che questo individualismo sguaiato, canagliesco e sessuomane susciti l’ammirazione della parte maggioritaria della popolazione.
Proprio per questo – so di essere molto politicamente scorretto nell’affermarlo e ne sono fiero – oggi ho provato un senso di gioia nell’apprendere che il candidato sindaco del Pdl al Comune di Napoli, Gianni Lettieri, è stato preso a sputi da un gruppo di giovani di sinistra. Poco prima alcuni nazistelli (lo sterco dell’umanità) avevano aggredito un gruppo di ragazzi antifascisti all’Università Federico II, ferendone tre a coltellate. Tra gli aggressori c’era anche un gagliardo giovinastro che è candidato alle comunali in una lista che appoggia Lettieri, perché i berlusconiani non si accontentano di avere nelle loro file persone accusate di vicinanza alla camorra, ma ritengono giusto mettere in lista anche nazisti, senza che nessuno trovi nulla da ridire.
I giovani antifascisti di Napoli, invece, qualcosa da ridire lo hanno trovato e lo hanno chiaramente espresso a Lettieri. Questi, per la cronaca, è uno che ha preso il diploma da geometra in tre anni, che ha una laurea honoris causa posticcia, che come imprenditore ha dato prova di rara incapacità e che ha come mentore Nicola Cosentino (2): insomma, un curriculum da brividi, con cui non stona un’evidente vicinanza con la teppaglia neofascista. Ogni simile ama il suo simile.
Ecco, quelli che hanno sputato in faccia a Lettieri e che lo hanno costretto a rifugiarsi in una chiesa secondo me sono cittadini benemeriti, persone probe e ammirevoli, uomini e donne di cui sentirsi orgogliosi. Il loro unico difetto – di cui ovviamente non hanno la minima colpa – è quello di essere troppo pochi.
Pochi, ma buoni, e soprattutto meritevoli di solidarietà e convinta ammirazione. Solo i migliori si indignano e palesano il loro malessere con tanta convinzione: non ci fossero loro, questo paese non avrebbe più nulla in cui sperare.
NOTE
(1): Cfr. http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=63402
(2): Per una puntuale biografia di Lettieri si rimanda all’articolo di Emiliano Fittipaldi e Gianfrancesco Turano, Napoli, se questo è un sindaco, in http://espresso.repubblica.it/dettaglio/napoli-se-questo-e-un-sindaco/2149402