2012.01.29 - Il goniometro del geometra Sallusti



Venerdì il geometra Alessandro Sallusti doveva essere particolarmente in vena, per cui ha vergato un editoriale di quelli memorabili.

Il titolo, del resto, non lascia spazio ad equivoci: “A noi Schettino, a voi Auschwitz” (1). Sallusti se l’è presa con Jan Fleischauer (giornalista di “Der Spiegel”), il quale avrebbe scritto sulle colonne del periodico tedesco che noi italiani saremmo tutti come il comandante Francesco Schettino: inaffidabili e non troppo capaci.
È bene sottolineare che Fleischauer “avrebbe” scritto ciò, senza certezza alcuna, in quanto – sia detto con tutto il rispetto – della buona comprensione del tedesco da parte del geometra Sallusti non siamo sicuri al 100%.
Il direttore del “Il Giornale” ha tirato fuori il suo orgoglio ferito di patriota, ricordando ai tedeschi che, se noi siamo inaffidabili, loro sono dei genocidi in quanto hanno partorito i lager. Il geometra Sallusti, che notoriamente guarda con non celata simpatia alla Repubblica di Salò, dimentica che i suoi maestri intellettuali furono complici dei tedeschi nello sterminio di ebrei, rom, comunisti, invalidi, omosessuali. Non so se quelli di “Der Spiegel” glielo ricorderanno, ma credo che abbiano cose ben più serie cui dover pensare. Al massimo si convinceranno che in Italia non solo si è attivamente partecipato al popolamento dei lager – a differenza di quanto non a caso dice il nostro geometra – ma che di uomini in malafede, impreparati e inaffidabili non c’è solo Schettino.
Ieri, sul suo “Il Giornale”, il geometra Sallusti ha replicato, riuscendo quasi a bissare il capolavoro del giorno prima: “Servi dei tedeschi, l’Italia dice nein”, si intitola l’editoriale , in cui il fidanzato di Daniela Santanchè, in vago delirio di onnipotenza, se la prende con il governo tedesco che sta mandando sul lastrico l’Italia, con gli antiberlusconiani che glielo consentono, con le “oscure agenzie di banchieri che negli scorsi anni ci hanno imbrogliati e depredati” nonché con i “palloni gonfiati dell’informazione” (2).
A questo punto, prima di chiamare un buon neurologo per il geometra Sallusti, mi sono chiesto: “Ma perché, se nella mente di Sallusti gli italiani sono questo popolo forte ed eletto, dicono ‘Nein’ invece di ‘No’?”
Non trovando risposta, ho girato l’interrogativo al neurologo, il quale mi ha detto: “Guardi che il geometra Sallusti fa così ma non è cattivo. Stia tranquillo, adesso vado da lui e gli porto un goniometro, così si tranquillizza subito”.
“Ma perché il goniometro? Per farlo rilassare?”
“No, glielo mettiamo in bocca per evitare che si morda la lingua durante la crisi” (3).





NOTE
(1): Cfr. http://www.ilgiornale.it/interni/lettera_ai_tedeschi/27-01-2012/articolo-id=568980-page=0-comments=1 .
(2): Cfr. http://www.ilgiornale.it/interni/servi_dei_tedeschi_italia_dice_nein/28-01-2012/articolo-id=569313-page=0-comments=1 .
(3): A scanso di equivoci, dichiaro che non ho nulla contro la categoria professionale dei geometri, anzi. Un giorno di due o tre mesi fa, mentre ero nell’aula professori di un istituto tecnico commerciale e per geometri dove insegnavo italiano e storia, sul tavolo ho notato la rivista “Noi geometri”. In copertina c’era Sallusti e il titolo dell’ampia intervista che “Noi geometri” gli aveva fatto recitava “I geometri hanno fatto grande l’Italia” (chi vuole può leggerla qui: http://www.geometri.mi.it/public/allegati/27_16_20111003140926.pdf) . Ammetto (ma la cosa è superflua) che io non ho particolare simpatia per Sallusti, per cui ho accuratamente evitato di toccare il giornale in questione. Pochi minuti dopo, sono arrivati due insegnanti di disegno, i quali, vedendo il giornale, lo hanno preso e lo hanno esaminato per bene, poi si sono messi a ridere e hanno iniziato a commentare le gesta di Sallusti. Gli unici aggettivi riferibili della loro disamina delle gesta sallustiane sono “servo” e “imbecille”.