2011.12.05 - Lacrime
Non volendo, ieri sera mi sono trovato a vedere la conferenza stampa di Mario Monti e dei suoi ministri. A un certo punto la ministra Elsa Fornero si è messa a piangere. È stata la sua stessa persona a commuoverla, l’aver consentito l’indicizzazione all’inflazione delle pensioni al di sotto dei 1000 Euro. Questo è quel che si intende con altruismo…
Quando la ministra ha iniziato a versare lacrime (poche, in verità, che la Bce ci ha detto di non consumarle tutte subito), io mi ero già commosso da tempo. Assai poco prosaicamente – e me ne scuso – pensavo alla mia, di pensione, e al fatto che non la percepirò mai. Anche nel mio caso è stata la mia stessa persona a commuovermi, ma presumo di avere avuto qualche ragione in più rispetto a Fornero per farlo. Sentire Fornero che etichettava i diritti come “privilegi” mi ha lasciato basito. La signora Fornero non sa e non discerne, ha studiato tanto per poi mettersi a fare i conti della serva. Fornero si rende conto di quante fatiche, di quanta ingratitudine, di quanti sacrifici, di quanto pendolarismo, di quanti disagi è fatto il lavoro degli operai e degli impiegati di questo paese? La signora Fornero si rende conto di quanto tutti questi elementi divengano più pesanti e meno sopportabili quando si invecchia?
No, la ministra non se ne rende conto, su questo non ho dubbi (e me ne dispiace).
Le sue lacrime sono finite su tutti i giornali, lodate dagli accattoni di regime che vi scrivono. Quelle dei lavoratori, come sempre, non troveranno nessuna eco e nessuna voce che consenta almeno uno sfogo.
Questa manovra non introduce nessuna misura di tassazione dei grandi patrimoni messi insieme dai lucratori gaglioffi di questo paese; tassa i capitali illecitamente accantonati all’estero e poi rientrati con una “una tantum” ridicola dell’1,5%; non aumenta l’Irpef sui grandi redditi; tassa in modo spaventoso la prima casa eppure evita accuratamente di imporre l’Imu sulle proprietà immobiliari del Vaticano; obbliga la tracciabilità dei pagamenti solo sopra i 1.000 Euro. È insomma un trionfo di iniquità sociale che ha dello spaventoso. Non è stata aumentata l’Iva solo perché si è detto che si tenterà di riformare il sistema fiscale italiano (impresa improba).
Ci è stato imposto il governo dei padroni, una poco allegra brigata capace di applicare metodi pseudo-ragionieristici che finiranno con impoverire ancora di più l’Italia.
Quello che però lacrima in modo ininterrotto è Silvio Berlusconi. Monti e i suoi stanno applicando quel che lui non poteva, per comprensibili motivi di consenso, tradurre in provvedimenti normativi. Verrà il giorno in cui, finito il lavoro sporco, a Monti verrà fatto lo sgambetto, e il nostro, ineffabile, tornerà al comando (il Pd infatti si sta suicidando appoggiando l’esecutivo dei professori). Gli basta solo aspettare la fine della digestione, la quale – come si sa – per i coccodrilli è lunga e travagliata.