2011.04.01 - Lo sviluppo cerebrale
Me lo ricordo bene, da bambini giocavamo lanciando le figurine dell’album dei calciatori Panini. Le tiravamo lontano a mo’ di frisbee. Quando qualcuno riusciva a far atterrare la sua sopra un’altra di quelle presenti a terra, le vinceva tutte.
Questo gioco innocente mi è tornato in mente ieri, quando ho saputo che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha lanciato la sua tessera di parlamentare contro i banchi dei deputati dell’Italia dei valori (1). Certo, la tessera da parlamentare serve a votare e ha un valore simbolico enorme, mentre le figurine dei calciatori (che per di più erano quelle doppie) ne avevano e ne hanno di meno, ma forse siamo troppo ingenui nel pensare che il ministro Alfano possa rendersi conto di questa differenza. Il senso dello Stato, come è noto, non alberga dalle parti del Pdl.
Il giorno prima, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, usciva dalla Camera per provocare i manifestanti che, in Piazza Montecitorio, protestavano contro il cosiddetto processo breve.
I manifestanti trovavano subito il modo per far capire a La Russa quanta sia la stima che il popolo nutra verso di lui (epico il dimostrante in felpa rossa che alternava al reiterato grido “Buffone!” un inequivocabile gesto delle mani atto a significare – ci si perdoni il francesismo – “ti faccio un culo così!”) per cui il ministro rientrava in aula e pronunciava un discorso, al solito sensato e argomentato, in cui accusava la sinistra di essere fautrice della violenza.
Dario Franceschini replicava mettendo in evidenza la strumentalità degli atteggiamenti e delle parole di La Russa, il quale iniziava a urlare ossessivamente “Bravo! Bravo!” all’indirizzo del deputato ferrarese, accompagnando questo grido sguaiato con un battimani reiterato che lo faceva somigliare più a un macaco che a un ministro.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, invitava La Russa a tenere un atteggiamento più decoroso. L’esponente del Pdl reagiva allora con il senso della misura che gli è universalmente riconosciuto: prima portava l’indice davanti alla bocca per invitare Fini a stare zitto, poi lo mandava direttamente a fanculo con tanto di gesto plateale del braccio destro, l’unico che i fascisti sanno usare, peraltro in modo limitato.
Le censure mosse a La Russa anche da vari membri del Pdl (Cicchitto per primo) non sono servite a niente: La Russa non ha chiesto scusa né a Fini, né al Parlamento. Vi aspettavate qualcosa di diverso?
A proposito di sviluppi cerebrali che sono quel che sono, durante il dibattito di ieri alla Camera, l’onorevole Osvaldo Napoli (Pdl) si avvicinava all’assistente dell’onorevole Ileana Argentin (Pd) per intimargli di non battere le mani contro il governo. L’onorevole Argentin non può applaudire autonomamente: è affetta da un handicap serio, per cui il suo assistente parlamentare è stato autorizzato ad accompagnarla in Aula e ad aiutarla per tutte quelle che sono le sue esigenze, ivi compreso il diritto a esprimere in ogni forma le sue idee.
L’onorevole Napoli, berlusconiano di ferro, non è però risultato il meno civile dei governativi. A superarlo in questa non facile impresa è riuscito il deputato piacentino della Lega Nord, Massimo Polledri, il quale, sempre riferendosi all’onorevole Argentin, diceva “Falla stare zitta quell’handicappata di merda!” (2).
Vorrei avere la forza di vergognarmi per Napoli, Polledri e per chi li vota, ma proprio non ce la faccio. Mi permetto solo di ricordare che l’onorevole Argentin qualcuno che possa applaudire per lei può e potrà sempre trovarlo. Trovare qualcuno che invece sia estraneo alla stupidità è invece molto, ma molto più difficile.
NOTE
(1): Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/31/processo-breve-bagarre-in-aula-deputato-pdl-colpisce-fini-con-un-giornale/101243/
(2): Cfr. Alberto Gentili, Ring Montecitorio: tra insulti e tiro al bersaglio, in http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=37510&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez