2011.11.15 - Falliremo ridendo
Esiste una legge non scritta secondo cui anche nelle circostanze più drammatiche c’è sempre qualche vena di ridicolo.
In Italia, poi, per motivi fin troppo evidenti, tale legge è inesorabilmente rispettata, per cui, anche con il paese sull’orlo del default, il Grande invalido della politica italiana, Umberto Bossi, non trova di meglio da fare che deliberare, in sede di riunione della segreteria federale della Lega Nord, la “riapertura del Parlamento della Padania che tornerà a riunirsi il prossimo 4 dicembre” (1).
Bossi sarà anche semi-paralizzato, greve e gravato dalla presenza di un figlio che non distingue un orologio a cucù da una scultura di Canova, ma un certo senso del solenne ce l’ha. È dunque da presumere che egli veda nella riapertura del Parlamento padano qualcosa di simile alla riapertura degli Stati generali voluta da Luigi XVI nel dicembre 1787. Una cosa di un certo impegno, insomma. Tutto ciò, si condividano o meno le posizioni politiche di Bossi, ha un suo senso e una sua legittimità, anche se sarebbe il caso di ricordare allo stesso Bossi (il quale non può saperlo in quanto assai probabilmente il libro più impegnativo entratogli in casa è l’elenco telefonico di Casalpusterlengo) che Luigi XVI pagò piuttosto caramente la sua decisione.
Ciò detto, ma Bossi non ce ne vorrà (e anche se dovesse volercene, in tutta sincerità ce ne faremmo assai facilmente una ragione), riaprire il Parlamento della Padania quando l’Italia va a rotoli è come convocare un’assemblea condominiale mentre il fiume è esondato e ha allagato la città, la corrente elettrica non c’è più e la Protezione civile ha decretato lo sgombro immediato di tutte le abitazioni.
“Bossi, cosa fa? Esca di casa!!!”
“Uè, cazzo vuoi bauscia?”
“Bossi, ma c’è l’alluvione, il fiume è esondato…”
“Dove sei nato?”
“A Catanzaro, ma che c’entra?”
“Eh, allora fatti i cazzi tuoi, terrone, o ti faccio mordere da mio figlio!”
“Ma Bossi, sono il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, la devo mettere in salvo!!!”
“Eh, ho l’assemblea condominiale, non posso venire!”
“Sta scherzando?”
“Senti, Africa, qui si lavora, eh!!! Noi non ce ne frega un cazzo dell’alluvione, mica siamo come voi che se piove vi mettete a letto a dormire perché avete la pensione d’accompagnamento per reumatismi! Terronazzo, qui si tira la carretta, capito?!?!?”
“Ah, perché secondo lei io adesso mi starei divertendo?”
“Eh, voi mica li avete visti mai i fiumi nostri, eh!!! Il dio Po… Lì a Roma ladrona avete il Tevere che va lento lento…”
“Guardi che il Tevere sfocia a oltre 500 km da casa mia…”
“Va be’, non guardare il capello, sempre Terronia è! E poi i fiumi vostri non scorrono, non c’hanno il pendio, capisci? Sono progettati male!”
“Eh?”
“Scorrono grazie all’assistenzialismo, avete assunto 100.000 invalidi per soffiare sul Tevere e farlo arrivare al mare…”
“Bossi, ma scherza?”
“No, no, lì l’han voluto i sindacati, il comunismo, il Vaticano e i poteri forti. Dice, facciamoli soffiare sul fiume così non si ammalano di malaria, si fanno la tessera della Cgil e fan campare lo Stato parassitario. Ma la Lega non ci sta a queste cose, la Lega non perdonaaaaaaaa! Hai capito, negretto?”
“Bossi, venga via che il livello dell’acqua cresce! Se ne rende conto?”
“Ti ho detto che sta per iniziare l’assemblea condominiale! Dobbiamo discutere dell’installazione delle tende parasole…”
“Bossi, ma con questo tempo lei si mette a discutere delle tende parasole?”
“Renzoooooooooooo, vieni a dare un morso nei coglioni a questo terronazzo che mi sta importunando!!!”
“Bossi, la prego, venga via…”
“Uè, c’è l’assemblea, t’ho detto! Un tuo compaesano ci ha fatto il preventivo per le tende da sole e lo dobbiamo esaminare!”
“Ah, un mio compaesano?”
“Sì, un africano come te!!! È di Rimini!”
“Bossi, per favore, salga sulla jeep…”
“No! C’è l’assemblea. Lo sai di che colore sono le tende parasole?”
“Non ne ho la più pallida idea”.
“Sono verdi, tonalità travaso di bile. Le ha scelte Borghezio, è il nostro designer. Lui ha gusto!”
“Eh, come no?”
“Lui e Speroni sono uomini di classe!”
“Non ne dubito, due lord… Bossi, viene via o no?”
“No, non mi fido dei terroni. La Lega non si fida, hai capito?!?!?”
C’è però un gigante del ridicolo, uno in confronto al quale perfino Bossi diventa un nano, una nullità, un individuo sobrio e responsabile. Mi riferisco a Marco Pannella, quel signore che ha un’età molto avanzata e che ha un pensiero il quale lo è assai di meno.
Cosa ha fatto Pannella? Ha deciso che lui deve diventare ministro della Giustizia nel nascente governo Monti (2). L’idea è straordinaria: in confronto ad essa il progetto di mettere un carro del carnevale di Viareggio alla guida dell’Accademia della Crusca è un’inezia, e lo stesso potrebbe dirsi se Renato Brunetta venisse schierato come pivot titolare della nazionale di basket.
Per ottenere questo incarico, Pannella ha promosso una raccolta internazionale di firme (3). Mica cotica!, come dicono a Parigi. I sostegni sono talmente tanti che la Bic ha immediatamente disposto l’incremento della sua produzione quotidiana del 50%, assumendo anche un centinaio di lavoratori interinali. Con tutta la gente che firma, infatti, nella Ue non si trova più una penna manco a pagarla oro. Non solo: anche le cartiere continentali hanno dovuto aumentare le loro lavorazioni. Ettari ed ettari di pioppi sono stati abbattuti, la deforestazione è avanzata e si rischia la desertificazione, ma pur di avere Pannella ministro saremmo disposti perfino ad asfaltare tutti i boschi della Repubblica Ceca e a chiedere indietro Danzica alla Polonia.
Ditelo a Mario Monti. Un buffone di corte ci vuole, rallegra la vita. Se non dovesse aiutare a risolvere la situazione dei conti economici, poco male. Falliremo ridendo.
NOTE:
(1): Cfr. http://www.corriere.it/politica/11_novembre_14/lega-parlamento-nord-niente-consultazioni-monti_fb5627d0-0ed8-11e1-98bb-351bac11bfea.shtml
(2): Cfr. http://www.radicali.it/comunicati/20111111/governo-monti-pannella-ecco-mio-programma-da-ministro-della-giustizia
(3): Cfr. http://www.radicali.it/primopiano/20111114/governo-pannella-come-ministro-della-giustizia-raccoglie-sostegni-transnazionali