2011.11.25 - L'impiccio della democrazia
Pare che Angela Merkel sia rimasta “impressionata” dalle misure previste da Mario Monti per risanare l’economia italiana. Lo annunciava oggi “Il Sole – 24 Ore” con il tono entusiasta di chi sa che da quelle stesse misure non sarà toccato (1).
È curioso che il Presidente del Consiglio non metta al corrente delle sue decisioni il Parlamento e le vada invece a comunicare ai suoi omologhi Merkel e Sarkozy. Agostino Salandra – che pure trattò contemporaneamente con gli anglo-francesi nei giorni pari e con gli austro-tedeschi in quelli dispari l’entrata in guerra dell’Italia nel 1914-15 senza nulla dire alle Camere – non avrebbe saputo fare di meglio.
Oggi come un secolo fa cos’è la democrazia se non un impiccio, un paravento di comodo dietro cui nascondersi quando le cose vanno bene, un ombrellone da chiudere quando il cielo si annuvola e minaccia pioggia?
A proposito di impicci, in data odierna lo stabilimento Fiat di Termini Imerese ha concluso la sua attività produttiva. Un uomo che ha un’alta considerazione di sé ha deciso che 1.312 dipendenti e le loro famiglie (più quelle degli almeno 350 lavoratori dell’indotto) non contano nulla e si possono dismettere come altrettanti ferri vecchi arrugginiti, bulloni non più adatti ai nuovi perni, vestiti ormai troppo striminziti per il bambino che cresce (*).
Quelli che si dicono liberali – e che quindi dovrebbero difendere la libertà di ogni loro simile – tutelano solo se stessi. Per loro il più debole non va garantito ma messo a tacere poiché, proprio in quanto debole, egli è colpevole della sua situazione. Il debole è polvere da nascondere sotto il tappeto, tanto è vero che tu, uomo che hai un’alta considerazione di te e che disdici unilateralmente ogni accordo sindacale vigente, guadagni quasi 600 volte più di lui. Eppure il problema non sei tu, uomo di nome Sergio Marchionne: non è la tua conclamata incapacità nello svolgere il tuo mestiere, ma è il povero cristo che sta otto ore al giorno alla catena di montaggio la causa dello sfacelo dell’economia di un’azienda e di tutto un paese.
Allo stesso modo, la causa della crisi del capitalismo non sono i cantori acritici dello stesso, ma i cittadini comuni cui non si deve far sapere quel che si sta architettando sulle loro teste. La quasi totalità dei giornali italiani tesse con tenacia degna di miglior causa le lodi di Monti, presentandocelo come un campione di equità in quanto mentre era Commissario europeo per la concorrenza comminò a Microsoft una sanzione di 497 milioni di Euro: infatti da allora Bill Gates fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, proprio come oggi fanno i lavoratori di Termini Imerese.
I ricchi, i potenti e i loro amici hanno sempre chi difende le loro cause e chi copre i loro errori. Perché quando era Commissario Ue, Monti non ha alzato un dito contro i titoli-spazzatura, contro la speculazione finanziaria e contro le politiche folli delle istituzioni sovranazionali? Perché si pensa che un uomo come lui, colpevole di quanto si sta verificando, possa risolvere i guai?
Dovessi rispondere, affermerei “non so”. So solo che la nostra opinione per Monti – esattamente come per Marchionne – altro non è che un impiccio. Quando si è pieni di presunzione, infatti, non c’è mai spazio per il prossimo.
(*): il dato da me fornito in questa sede è errato. Complessivamente i lavoratori di Termini Imerese sono 1.566.
NOTE:
(1): Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-24/premier-monti-incontra-merkel-103032.shtml