2011.06.13 - Referendum e sassolini


I quattro referendum sono andati bene. Il 57% degli italiani è andato alle urne e i “Sì” si sono imposti mediamente con il 95% delle preferenze.
Occorre riconoscere grande merito a chi ha voluto la consultazione. Comitati popolari, Italia dei valori, Rifondazione comunista, Verdi e associazioni varie hanno raccolto le firme tra le perplessità di molti i quali pensavano che portare alle urne il popolo su questi temi avrebbe finito per rafforzare Berlusconi. È un vizio che purtroppo larga parte della sinistra ha preso negli ultimi venti anni: la moderazione assoluta e castrante. Fosse stato per Veltroni e Franceschini i referendum non si sarebbero tenuti, a testimonianza che la lungimiranza politica non risiede in tutte le menti dei parlamentari sedicenti progressisti. Pierluigi Bersani non sarà il più grande leader della storia della sinistra, ma gli va riconosciuto molto buonsenso. Ha schierato il Pd sul “Sì” ai referendum, ha appoggiato De Magistris e Pisapia senza se e senza ma, capendo che il Pd ha un senso – e un consenso – se ricorda di essere un partito di sinistra, non un ibrido senza capo né coda. A me Bersani è simpatico. L’ho già detto qualche tempo fa, a me ricorda Benigno Zaccagnini: onesto, mite, bonario, scevro da borie e da tentazioni – mi si perdoni la parola orribile – “squaliste”. Il suo partito è un coacervo litigioso e informe, lui cerca di ricompattarlo ottenendo qualche successo, per cui merita apprezzamento.

Ciò detto, avrei qualche sassolino da togliermi in merito all’esito dei referendum.
1. Silvio Berlusconi ha perso su tutta la linea. Lo inviterei sommessamente a prendere la strada del Quirinale per rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio e poi a continuare per il Tribunale di Milano. Tutti i cittadini di questo paese – siano essi poveri cristi o delinquenti patentati – quando devono affrontare un processo vanno dinanzi al giudice. Non vedo per quale motivo il Presidente del Consiglio debba essere diverso, e con me non lo vede nemmeno la maggioranza degli italiani;

2. Il 28 maggio, ad Annozero, il professor Franco Battaglia, dinanzi alle immagine dei bambini ucraini colpiti da tumore in seguito all’esposizione all’atmosfera radioattiva di Chernobyl, ha sostanzialmente detto “Che volete che sia? Queste sono situazioni che sono presenti in tutti gli ospedali italiani”. Il professor Battaglia è un nuclearista fanatico, e questo lo porta addirittura a non rispettare nemmeno i malati di tumore. Anzi, pare che egli sostenga che a Chernobyl non ci sia stato nessun deceduto per radiazioni. Qualsiasi cosa faccia e qualsiasi libro legga Battaglia, a nulla serve, perché un uomo così non potrà mai imparare nulla. Proporrei di togliergli la cattedra universitaria e la laurea, per rispetto ai docenti seri;

3. Mi è capitato un anno e mezzo fa di partecipare a un dibattito in cui presentavo il mio ultimo libro. Si parlava di ambiente e c’era anche un docente friulano, che aveva scritto un libercolo sull’acqua inusitatamente pubblicato da una casa editrice di rispetto. Il professore – un economista, specie terribilmente ideologizzata e quindi intellettualmente inutile – sosteneva che la privatizzazione del servizio idrico è cosa buona e giusta. Io gli ho obiettato che nella mia provincia di residenza la compagnia che gestisce i servizi idrici ha creato un deficit di bilancio spaventoso nonostante un enorme incremento delle tariffe e un livello dei servizi immutato. L’economista ha ribattuto dicendo che non conosceva la situazione del servizio idrico della mia provincia di residenza. Io gli ho replicato che, se non era preparato non poteva aver scritto un libro su un tale tema né poteva partecipare a un dibattito. L’incontro è poi proseguito con il ferratissimo economista che ha provato a darmi dell’ideologizzato, al che io ho replicato che privatizzare l’acqua non solo è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma rappresenta un autentico crimine e criminale è chi la condivide. Il popolo italiano pare la pensi come me e questo mi fa piacere. Forse gli italiani pensano che queste persone siano intellettualmente impreparate, ignoranti, in malafede e probabilmente prezzolate. Io invece ne sono addirittura sicuro.