2011.07.22 - Il crociato Prosperini e la casta


Pier Gianni Prosperini, uno dei massimi punti di riferimento etici e intellettuali di chi scrive, è finito di nuovo sotto le arcigne grinfie dei magistrati. Le toghe rosse vogliono la sua testa. Prosperini è un uomo tutto d’un pezzo, un prode, un integerrimo difensore dei sacri valori della civiltà occidentale: nessuno di noi infatti dimentica la sua volontà di garrotare gli omosessuali e di impallinare i migranti.
Sul sito de “la Repubblica” è presente una breve antologia dei calendari di Prosperini. Sì, perché Prosperini ogni anno faceva un calendario con foto sue e lo vendeva. Ognuno di noi può rendersi conto non solo della modestia dell’uomo, ma anche del buongusto degli acquirenti dei preziosissimi fogli prosperiniani: altro che gli onanisti repressi che comprano i calendari delle starlette! I cittadini integerrimi, gli amanti dell’ordine, quelli che si fanno il nome del Padre un minuto sì e l’altro pure e vogliono l’uomo forte, tengono sul muro il calendario di Prosperini, sappiatelo. E del resto si deve provare un’enorme soddisfazione nel vedere Prosperini definirsi “Baluardo della Cristianità”, “Flagello dei Centri Sociali”, “Condottiero del Nord”, “Maglio schiaccia sinistrorsi”, “Eradicatore di No Global”, “Paladino della Fede” (1). Quale risveglio delle intelligenze sopite deve sentirsi di fronte a cotanto ardore, quale profonda elevazione dell’etica si deve provare di fronte allo sguardo penetrante e intelligente di Prosperini! Ognuno di noi vorrebbe essere lui, o in subordine uno dei suoi elettori, ed emanciparsi dalla mediocrità delle nostre esistenze, salire i piani della conoscenza uno ad uno ed arrivare là, dove lo straniero è visto come un pidocchio da eliminare, l’omosessuale come un pervertito cui spezzare la schiena, il progressista come uno smidollato profittatore e l’ebreo come un essere da gasare senza troppe esitazioni. Il tutto, si badi bene, nel nome di Cristo.

Il cristiano Prosperini era già stato arrestato nel 2009, segno evidente che la magistratura odia i probi e i credenti e anch’essa andrebbe eliminata senza fare prigionieri (Cesare Previti docet). L’arresto avvenne mentre Prosperini era in collegamento con una trasmissione televisiva. Coraggioso e marmoreo come un legionario, Prosperini negò di essere circondato da uomini in divisa e disse più o meno “Ma quale arresto? Me ne sto qui in casa bello paciarotto! Ora però mi scusi che devo riattaccare”, proprio mentre i mori in divisa lo ammanettavano. Il nostro indomito difensore del bene venne condannato a tre anni e cinque mesi (dura la vita degli onesti in questo paese), pena patteggiata. Gli infami togati volevano fermare la marcia del Bene e c’erano riusciti.
Ma non era abbastanza.

Il Male è infatti tenace, teme il Bene e non si limita a volerlo fermare: vuole la sua eliminazione completa. Ecco che ieri i magistrati emettevano un nuovo provvedimento di arresti per Prosperini, accusato di corruzione e false fatturazioni. I giudici, chiaramente dalla parte dei No Global, dichiaravano Prosperini un individuo socialmente pericoloso causa la sua alta propensione a delinquere. Prosperini, confinato agli arresti nella sua modesta magione nel quartiere Brera, a Milano, veniva barbaramente colpito alle spalle. La montatura giudiziaria contro l’impavido apostolo della cristianità non si limitava solo ad accuse di percezione di tangenti, ma sconfinava in ambiti clamorosi: Ecco cosa dice il sito de “la Repubblica”: “Riguardo al capitolo traffico d'armi in Eritrea, infine, per il giudice non c'è la prova che visori e fucili siano arrivati effettivamente a destinazione e dunque ci sarebbe solo un tentativo di esportarli: per questo reato è stato rigettata la richiesta di arresto per Prosperini. Il quale, però, per il suo ruolo di fiduciario per il governo eritreo avrebbe messo in piedi un giro di false fatture, attraverso società cartiere e conti in Svizzera, per farsi pagare in nero” (2).

Stanno gettando fango su Prosperini. Un uomo pulito come lui, un santo, un cristiano perfetto, che traffica armi in Eritrea, per di più cercando di farci la cresta? Proprio lui, che gli africani vuole eliminarli tutti? L’accusa non regge: non riusciamo a vedere Prosperini che si sporca le mani in Africa per un qualsiasi reato di portata inferiore a quello di genocidio.

Veniamo ad altro: l’onorevole Alfonso Papa finisce in galera e il senatore Alberto Tedesco no. La Lega Nord sgambetta Berlusconi, e mentre Bossi dichiara che Papa non deve finire in carcere, buona parte del gruppo parlamentare del Carroccio alla Camera vota per il suo arresto, contravvenendo alle indicazioni dell’uomo di Gemonio. In realtà, non so se davvero la Lega sia spaccata tra maroniani (favorevoli all’arresto di Papa) e bossiani (contrari a tale eventualità): è probabile che la divisione sia vera, ma può anche darsi che essa sia strategica (sganciarsi da Berlusconi prima che questo affondi) o che sia autentica ma facilmente ricomponibile. Quel che pare difficilmente discutibile è che Berlusconi è sempre più debole. La sua barca affonda e i marinai non hanno intenzione di tenere compagnia al comandante.


La giornata parlamentare dell’altroieri ha avuto aspetti tragicomici, per la cui sintesi rimando a uno straordinario e irriverente articolo di Alessandro Robecchi (http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201107/che-spettacolo-la-casta-in-un-giorno-da-leoni/). Aggiungo solo una considerazione: non è un bello spettacolo vedere che un parlamentare vada in carcere e l’altro no. Non è detto che siano ambedue colpevoli dei fatti loro contestati e sarebbe sbagliato non riconoscere che si tratta di vicende molti diverse tra loro, tuttavia, al di là di questo, sarebbe stato opportuno che ambedue avessero dovuto affrontare le loro vicende processuali allo stesso modo. Peraltro, se proprio Tedesco è innocente, perché non dà le dimissioni da senatore e affronta il processo senza il paracadute dell’incarico parlamentare? È molto facile rimarcare la propria diversità dal Pdl quando a essere sotto la luce dei riflettori (e delle indagini) sono i parlamentari di destra, ma lo è molto meno quando sono in gioco le vicende proprie.







NOTE
(1): Cfr. http://milano.repubblica.it/multimedia/home/22153437/1
(2): Cfr. http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/07/21/news/l_ex_assessore_prosperini_ancora_arrestato_per_tangenti-19408088/ . Sul tema dei rapporti tra Prosperini e l’Eritrea, si veda questa intervista di Fabrizio Gatti: http://espresso.repubblica.it/multimedia/22157843 .