2011.05.07 – Meretrici
Silvio Berlusconi ha nominato nove sottosegretari, sostanzialmente tutti riconducibili ai cosiddetti Responsabili. A questo punto abbiamo una compagine governativa talmente ampia che ci toccherebbe annettere Svizzera, Austria e Slovenia per far lavorare tutti coloro che ne fanno parte.
La cosa a Napolitano non è stata bene, e il Presidente della Repubblica ha chiesto al Governo – prendendone le distanze – di passare attraverso una verifica parlamentare in quanto è palese che la maggioranza attuale non è la medesima di inizio legislatura. Curioso che i partiti di opposizione non abbiano avuto troppo da ridire sulla pletorizzazione dell’esecutivo. Non credo che le varie componenti della minoranza non abbiano voluto e non vogliano opporsi, ma solo – e poco non è – che forse davvero brancolano nel buio, incapaci di varare una strategia politica efficace. A meno che non abbiano sentito voci di corridoio antecedenti la forte esternazione di Napolitano e abbiano per questo evitato di intervenire ottenendo il risultato di non “bruciare” quanto avrebbe detto il Presidente della Repubblica. Fosse avvenuto questo, ci sarebbe stato un capolavoro strategico, ma mi permetto di dubitarlo.
Napolitano ha fatto bene a sbattere i pugni sul tavolo: i comportamenti di Berlusconi sono un attentato continuo al dettato della Costituzione. Naturalmente, il Presidente del Consiglio ritiene che l’inquilino del Quirinale ce l’abbia con lui e ha presentato la richiesta di una verifica parlamentare come un attacco personale alla sua figura (1). Berlusconi è un individuo che, non fosse un pericolo per la democrazia, sarebbe solo e semplicemente ridicolo. I suoi interessi personali (che comprendono le sue vicende giudiziarie) costituiscono l’unica ragione che lo tiene avvinghiato alla poltrona di capo dell’esecutivo. Sprezzante di ogni riguardo istituzionale, minaccia di nominare altri dieci sottosegretari, non certo per supplire all’insufficienza dell’azione governativa, ma solo per compensare i vari trasformisti voltagabbana che gli hanno garantito di continuare a guidare il governo (2).
Stando così le cose, è evidente che a Luca Bellotti, Catia Polidori, Massimo Calearo, Daniela Melchiorre, Aurelio Misiti, Bruno Cesario, Riccardo Villari, Roberto Rosso, Antonio Gentile e Giampiero Catone si aggiungeranno presto altri avventurieri in cerca di poltrone e indennità (tra i più papabili pare vi sia Mario Baccini). Anche il più stolto degli osservatori può rendersi conto che il paese potrebbe andare avanti benissimo senza avere all’esecutivo una donna che guida il Cepu e i suoi amici. Tuttavia non è l’interesse nazionale a guidare le scelte di chi governa, ma gli appetiti del Grande capo. Così, chi si mette sul mercato è sempre ben ricompensato, sia esso una marocchina minorenne, una soubrettina con le labbra a canotto e il seno fuori misura o un industrialotto vicentino di nessuna capacità arrivato in Parlamento per merito addirittura di Walter Veltroni.
Una volta le meretrici erano solo in strada o in appartamento. Adesso quelle/i che si vendono per la pecunia sono ovunque, additate/i addirittura come modello sociale esemplare. Loro e i figli d’arte (“il Trota” su tutti) sono l’asse portante su cui si regge un paese che Berlusconi e i suoi fedelissimi dicono voler fondare sul merito e sulle capacità. Capacità di concedersi a chi può pagare, ovviamente.
NOTE
(1): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2011/05/07/news/berlusconi_pronto_allo_scontro_con_il_colle_se_vuole_attaccarci_sapremo_rispondere-15897841/
(2): Cfr. http://www.repubblica.it/politica/2011/05/05/news/nuovi_sottosegretari-15808346/index.html