2011.09.07 - Temere se stessi
Lo sciopero indetto dalla Cgil nella giornata di ieri è stato un successo. Il sindacato riferisce di un’adesione pari al 60% (1). Anche se è sempre difficile giudicare l’attendibilità di questi dati, le piazze piene di bandiere rosse sono la testimonianza dell’adesione popolare alla manifestazione.
Susanna Camusso nelle scorse settimane ha commesso degli errori tentando di riaprire un contatto con Cisl e Uil. Queste ultime due associazioni (definirli sindacati mi pare oltraggioso per i lavoratori) hanno da tempo stabilito un rapporto privilegiato con un governo il quale, oltre a rappresentare un micidiale mix di disonestà e inettitudine, ha come scopo quello di umiliare il mondo del lavoro in tutte le sue articolazioni. Cercare di far “rinsavire” Cisl e Uil comporta un annacquamento delle proprie posizioni, e questo mi pare uno sbaglio non da poco. I lavoratori chiedono una radicale difesa dei loro diritti e un abbattimento dei privilegi dei soliti noti, e non si devono mettere le loro giuste richieste in secondo piano. Cisl e Uil si sono invece configurate come sindacati gialli, intenti ad acquisire fette di potere ma del tutto disgiunti dalle istanze dei lavoratori. In un contesto del genere, poiché il popolo idiota non è e si rende conto di ciò, quanto più si prendono le distanze da Angeletti e Bonanni, tanto più si acquista consenso (e tanto più si svolge il proprio dovere). Speriamo che Camusso se ne sia resa conto ieri.
Bene ha fatto Bersani ad andare in piazza con la Cgil. Non invidio il segretario del Pd. Di lui continuo a pensare che sia un buon uomo, onesto e di buon senso, il quale si trova a gestire un partito che è un’accolita di sciagurati, una vera e propria armata Brancaleone in cui i vari Veltroni, Fioroni, Marini, Letta, Ichino si divertono a mettere i bastoni tra le ruote a ogni iniziativa sensata. Ciò detto, mi permetto di dire che Bersani si trova a gestire un compito più grande di lui (ma a sua difesa affermo che si tratta di un compito improbo per chiunque), quello di tenere assieme un partito che tale non è, ma che è solo un cartello elettorale senza capo né coda. Mi spiace dirlo, ma sarebbe bene che il Pd imploda del tutto, che la sua ala pseudo-democristiana se ne vada per conto suo e che nasca un polo di sinistra serio.
Cgil e progressisti non devono temere il resto del mondo politico, bensì se stessi. Quando supereranno quel curioso complesso di inferiorità verso la destra più bieca che li porta ad essere più realisti del re e più papisti del papa, avranno fatto il bene loro e – soprattutto – dell’intero paese.
NOTE
(1): Cfr. http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=17174